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In commemorazione del "100° anniversario della Prima Guerra Mondiale", il Comune di Olgiate Olona, in collaborazione con il Gruppo Alpini A.N.A., l'Ufficio Cultura, la Pro Loco, il Museo Nazionale Storico degli Alpini, dal sabato 10 a domenica 18 novembre 2018, ha organizzato la mostra celebrativa intitolata "GLI ALPINI NELLA GRANDE GUERRA". La mostra itinerante è stata a allestita nella sala del cosiddetto "Teatrino di Villa Gonzaga" nello stupendo scenario del complesso di Villa Greppi-Gonzaga, situata nel Comune di Olgiate Olona in via Luigia Greppi, un edificio risalente alla prima metà dell'Ottocento dove, ad oggi, trovano posto una parte del Municipio, le scuole elementari Ferrini, la biblioteca comunale, una casa di riposo, una cooperativa, il campo di atletica leggera e un grande parco.
L'evento è stato impreziosito dal materiale originale proveniente dal Museo Nazionale "Doss Trento", avvalorato dalla stretta collaborazione del Gen. B. Basset Stefano, medaglia di bronzo al valor militare in tempo di pace ed iscritto nel «ruolo d’onore» che spetta a chi ha riportato gravi ferite, attuale direttore generale dello stesso museo, venuto appositamente dal Trentino per presenziare alla cerimonia di inaugurazione.
La struttura della mostra è stata improntata, tramite pannelli fotografici e descrittivi di sicuro impatto visivo, in due parti. Nella prima parte del percorso vi erano le descrizioni di ciò che sono stati gli immani sacrifici delle Truppe Alpine nello svolgimento del primo conflitto mondiale e l'importanza della Artiglieria da Montagna, soprattutto sui confini montani nazionali più impervi. Mai, prima di allora, si erano combattute delle battaglie ad altitudini così elevate, italiani e austro-ungarici si trovarono a combattere uno di fronte all'altro ad oltre 3000 metri di altezza. Partendo dal Passo dello Stelvio, il fronte passava attraverso i gruppi montuosi più elevati delle Alpi orientali come l'Ortles Cevedale, l'Adamello e la Presanella. Scendeva poi nelle Giudicarie, in val d'Adige e dopo un tratto nelle prealpi in cui toccava il Pasubio e la zona di Asiago, tornava alle quote più elevate della catena dei Lagorai, della Marmolada, delle Dolomiti, del Comelico e delle Alpi Carniche. La maggior parte dei combattenti appartenevano al corpo degli Alpini. Si trattava di giovani reclutati nelle zone di montagna, abituati a spostarsi su questi terreni e a sopportare le temperature rigide. Per oltre due anni rimasero in quota combattendo, trasportando materiali, armi, attrezzature, viveri e costruendo baraccamenti, appostamenti e sistemi trincerati che ancora oggi sono in grado di sorprendere ed emozionare. In alcuni casi addirittura gli acquartieramenti furono costruiti nel cuore dei ghiacciai, specie attorno al Passo Fedaia e al Passo San Pellegrino.
Nella parete centrale, sul grande telo bianco, sono state proiettate le immagini di un suggestivo filmato in bianco e nero riguardante l'Adamello, al centro della sala il pezzo più prezioso, un cannone da 75 mm, uno degli ultimi cannoni in bronzo prodotti dalla fonderia di Napoli, 250 kg. di peso ed una gittata di circa 3 km, con struttura portante in ferro e grandi ruote rigide in legno, sicuramente utilizzato nella Grande Guerra, ora disattivato e divenuto un reperto storico anche se in perfette condizioni di manutenzione e funzionante in tutte le sue parti mobili e di regolazione. Al suo fianco, tra il Gagliardetto della Sezione A.N.A. di Varese Gruppo Olgiate Olona e la Bandiera della Ass. Naz. Combattenti e Reduci di Olgiate Olona, in bella vista il famoso "basto" del mulo, completamente affardellato così come doveva essere in quegli anni, con tanto di mitragliatrice e ciaspole da mulo per le marce su neve e ghiaccio.
La mostra proseguiva con la seconda parte di pannelli dedicati alla narrazione storica della nascita del Corpo degli Alpini. Il famoso studio del cosiddetto "padre" degli Alpini, il generale Giuseppe Perrucchetti, pubblicato nel maggio 1872, sulla Rivista Militare Italiana, fu apprezzato e subito condiviso dal Generale Cesare Ricotti Magnani, Ministro della Guerra nel governo di Quintino Sella, che capì l’importanza della difesa dei valichi alpini e la necessità di disporre, nell’ambito della fanteria, di una nuova specialità, particolarmente addestrata per la guerra in montagna. Di li a poco Ricotti inserì negli allegati del Regio Decreto n°1056 del 15 ottobre 1872, la costituzione di 15 nuove compagnie distrettuali permanenti, con il nome di “Compagnie Alpine" fondando di fatto il Corpo degli Alpini.
Una serie di pannelli sono infine dedicati alla intricata e controversa storia di Cesare Battisti, cittadino austriaco di nascita, fu giornalista, geografo, politico socialista, considerato tra le più importanti figure della causa dell'irredentismo italiano, arruolatosi volontario negli Alpini, combatté per la parte italiana. Il 10 luglio 1916 il Battaglione Vicenza, formato dalle Compagnie 59ª, 60ª, 61ª e da una Compagnia di marcia comandata dal tenente Cesare Battisti, ricevette l'ordine di conquistare il Monte Corno di Vallarsa (1765 m) sulla destra del Leno in Vallarsa, occupato dalle forze austro-ungariche. Negli scontri con i Landesschützen austriaci molti alpini caddero o furono fatti prigionieri. Tra questi vi furono lo stesso tenente Battisti ed il sottotenente Filzi che, dopo essere stati riconosciuti, furono tradotti e incarcerati a Trento. Battisti fu processato e impiccato per alto tradimento, divenne poi eroe nazionale. All'interno della sala completano l'esposizione quattro teche, tre dedicate ai soldati del Regio Esercito contenenti vari reperti tra cui una armatura Farina, cesoie per il taglio dei reticolati, elmetto e cappello alpino con relativa giacca in lana vergine, torcia di cera e lampada a olio, borracce, ramponi, fucile Carcano 91 TS, pistole Beretta, Glisenti, revolver Bodeo, una rarissima prima versione del cappello alpino (quello a bombetta) e infine la quarta teca, dedicata ai soldati austriaci, contenente mazze ferrate, una daga, due elmetti, maschera antigas, borracce e lampada con una giacca in lana rigenerata appartenuta ad un soldato austriaco deceduto in battaglia. Inoltre sono stati esposti soldatini in piombo con tutte le divise utilizzate nella storia degli Alpini, oltre a sculture in legno sul tema e numerose spille e stemmi delle divisioni, brigate e battaglioni degli Alpini. Per l'occasione, l'Amministrazione Comunale, per consolidare la memoria e trasmettere alle giovani generazioni il significato dell’evento bellico, ha indetto anche una iniziativa a concorso rivolta alle 16 classi delle scuole elementari e medie di Olgiate Olona che hanno visitato la mostra: esprimere attraverso un disegno e una frase le loro impressioni in merito a ciò che ha significato secondo loro la Grande Guerra, sulla base di quello che hanno studiato a scuola e visto durante la visita guidata alla mostra. Gli elaborati ritenuti più meritevoli saranno premiati dal gruppo Alpini di Olgiate Olona, con il dono di un simpatico panettone artigianale degli alpini in scatola di latta, corredato da una pergamena con piastrina personalizzata, simile a quella indossata dai militari. Con grande piacere ho avuto modo di visitare la mostra a cui sono stato invitato a partecipare dal direttore del Museo Storico degli Alpini, il Generale Stefano Basset, in loco ho avuto modo di conoscere Stefano Pavesi, (Alpino graduato dell' 11° Reggimento come il sottoscritto) Capogruppo della Sezione ANA di Olgiate Olona. E' stato molto bello essere accolto da lui e dagli amici alpini del suo gruppo presenti con sincero spirito alpino condividendo anche un bel momento di convivialità durante il piccolo aperitivo che è stato prontamente preparato per l'occasione. Il contenuto e l'atmosfera della mostra hanno suscitato un sentimento di silenzio e pace quale premio ai soldati che hanno combattuto sui monti ed asperità della natura che impongono eccezionali doti di uomo e di soldato nel compimento del proprio dovere. Ad un’altezza oltre la quale si spegne ogni forma di vita e la stessa natura si fa nemica dell’uomo, è difficile, anche alla presenza delle moderne tecnologie e dei sempre più avanzati ritrovati scientifici che possono portare l’uomo su altri pianeti, riuscire a credere e a capire come le truppe alpine impegnate nella Grande Guerra siano riuscite a continuare la propria esistenza in condizioni tanto impervie, quanto estreme, di qui sovviene il canto del nostro "trentatrè":
O, valore alpin,
difendi sempre la frontiera,
e là sui confin
tien sempre alta la bandiera.
Sentinella, all'erta
per il suol nostro italiano,
dove amor sorride
e più benigno irradia il sol.
C.M. Alp. FUSTINONI Giovanni
A.N.A. Lecco (LC) - Gruppo Lecco Centro - Delegato C.D.S.
In commemorazione del "100° anniversario della Prima Guerra Mondiale", il Comune di Olgiate Olona, in collaborazione con il Gruppo Alpini A.N.A., l'Ufficio Cultura, la Pro Loco, il Museo Nazionale Storico degli Alpini, dal sabato 10 a domenica 18 novembre 2018, ha organizzato la mostra celebrativa intitolata "GLI ALPINI NELLA GRANDE GUERRA". La mostra itinerante è stata a allestita nella sala del cosiddetto "Teatrino di Villa Gonzaga" nello stupendo scenario del complesso di Villa Greppi-Gonzaga, situata nel Comune di Olgiate Olona in via Luigia Greppi, un edificio risalente alla prima metà dell'Ottocento dove, ad oggi, trovano posto una parte del Municipio, le scuole elementari Ferrini, la biblioteca comunale, una casa di riposo, una cooperativa, il campo di atletica leggera e un grande parco.
L'evento è stato impreziosito dal materiale originale proveniente dal Museo Nazionale "Doss Trento", avvalorato dalla stretta collaborazione del Gen. B. Basset Stefano, medaglia di bronzo al valor militare in tempo di pace ed iscritto nel «ruolo d’onore» che spetta a chi ha riportato gravi ferite, attuale direttore generale dello stesso museo, venuto appositamente dal Trentino per presenziare alla cerimonia di inaugurazione.
La struttura della mostra è stata improntata, tramite pannelli fotografici e descrittivi di sicuro impatto visivo, in due parti. Nella prima parte del percorso vi erano le descrizioni di ciò che sono stati gli immani sacrifici delle Truppe Alpine nello svolgimento del primo conflitto mondiale e l'importanza della Artiglieria da Montagna, soprattutto sui confini montani nazionali più impervi. Mai, prima di allora, si erano combattute delle battaglie ad altitudini così elevate, italiani e austro-ungarici si trovarono a combattere uno di fronte all'altro ad oltre 3000 metri di altezza. Partendo dal Passo dello Stelvio, il fronte passava attraverso i gruppi montuosi più elevati delle Alpi orientali come l'Ortles Cevedale, l'Adamello e la Presanella. Scendeva poi nelle Giudicarie, in val d'Adige e dopo un tratto nelle prealpi in cui toccava il Pasubio e la zona di Asiago, tornava alle quote più elevate della catena dei Lagorai, della Marmolada, delle Dolomiti, del Comelico e delle Alpi Carniche. La maggior parte dei combattenti appartenevano al corpo degli Alpini. Si trattava di giovani reclutati nelle zone di montagna, abituati a spostarsi su questi terreni e a sopportare le temperature rigide. Per oltre due anni rimasero in quota combattendo, trasportando materiali, armi, attrezzature, viveri e costruendo baraccamenti, appostamenti e sistemi trincerati che ancora oggi sono in grado di sorprendere ed emozionare. In alcuni casi addirittura gli acquartieramenti furono costruiti nel cuore dei ghiacciai, specie attorno al Passo Fedaia e al Passo San Pellegrino.
Nella parete centrale, sul grande telo bianco, sono state proiettate le immagini di un suggestivo filmato in bianco e nero riguardante l'Adamello, al centro della sala il pezzo più prezioso, un cannone da 75 mm, uno degli ultimi cannoni in bronzo prodotti dalla fonderia di Napoli, 250 kg. di peso ed una gittata di circa 3 km, con struttura portante in ferro e grandi ruote rigide in legno, sicuramente utilizzato nella Grande Guerra, ora disattivato e divenuto un reperto storico anche se in perfette condizioni di manutenzione e funzionante in tutte le sue parti mobili e di regolazione. Al suo fianco, tra il Gagliardetto della Sezione A.N.A. di Varese Gruppo Olgiate Olona e la Bandiera della Ass. Naz. Combattenti e Reduci di Olgiate Olona, in bella vista il famoso "basto" del mulo, completamente affardellato così come doveva essere in quegli anni, con tanto di mitragliatrice e ciaspole da mulo per le marce su neve e ghiaccio.
La mostra proseguiva con la seconda parte di pannelli dedicati alla narrazione storica della nascita del Corpo degli Alpini. Il famoso studio del cosiddetto "padre" degli Alpini, il generale Giuseppe Perrucchetti, pubblicato nel maggio 1872, sulla Rivista Militare Italiana, fu apprezzato e subito condiviso dal Generale Cesare Ricotti Magnani, Ministro della Guerra nel governo di Quintino Sella, che capì l’importanza della difesa dei valichi alpini e la necessità di disporre, nell’ambito della fanteria, di una nuova specialità, particolarmente addestrata per la guerra in montagna. Di li a poco Ricotti inserì negli allegati del Regio Decreto n°1056 del 15 ottobre 1872, la costituzione di 15 nuove compagnie distrettuali permanenti, con il nome di “Compagnie Alpine" fondando di fatto il Corpo degli Alpini.
Una serie di pannelli sono infine dedicati alla intricata e controversa storia di Cesare Battisti, cittadino austriaco di nascita, fu giornalista, geografo, politico socialista, considerato tra le più importanti figure della causa dell'irredentismo italiano, arruolatosi volontario negli Alpini, combatté per la parte italiana. Il 10 luglio 1916 il Battaglione Vicenza, formato dalle Compagnie 59ª, 60ª, 61ª e da una Compagnia di marcia comandata dal tenente Cesare Battisti, ricevette l'ordine di conquistare il Monte Corno di Vallarsa (1765 m) sulla destra del Leno in Vallarsa, occupato dalle forze austro-ungariche. Negli scontri con i Landesschützen austriaci molti alpini caddero o furono fatti prigionieri. Tra questi vi furono lo stesso tenente Battisti ed il sottotenente Filzi che, dopo essere stati riconosciuti, furono tradotti e incarcerati a Trento. Battisti fu processato e impiccato per alto tradimento, divenne poi eroe nazionale. All'interno della sala completano l'esposizione quattro teche, tre dedicate ai soldati del Regio Esercito contenenti vari reperti tra cui una armatura Farina, cesoie per il taglio dei reticolati, elmetto e cappello alpino con relativa giacca in lana vergine, torcia di cera e lampada a olio, borracce, ramponi, fucile Carcano 91 TS, pistole Beretta, Glisenti, revolver Bodeo, una rarissima prima versione del cappello alpino (quello a bombetta) e infine la quarta teca, dedicata ai soldati austriaci, contenente mazze ferrate, una daga, due elmetti, maschera antigas, borracce e lampada con una giacca in lana rigenerata appartenuta ad un soldato austriaco deceduto in battaglia. Inoltre sono stati esposti soldatini in piombo con tutte le divise utilizzate nella storia degli Alpini, oltre a sculture in legno sul tema e numerose spille e stemmi delle divisioni, brigate e battaglioni degli Alpini. Per l'occasione, l'Amministrazione Comunale, per consolidare la memoria e trasmettere alle giovani generazioni il significato dell’evento bellico, ha indetto anche una iniziativa a concorso rivolta alle 16 classi delle scuole elementari e medie di Olgiate Olona che hanno visitato la mostra: esprimere attraverso un disegno e una frase le loro impressioni in merito a ciò che ha significato secondo loro la Grande Guerra, sulla base di quello che hanno studiato a scuola e visto durante la visita guidata alla mostra. Gli elaborati ritenuti più meritevoli saranno premiati dal gruppo Alpini di Olgiate Olona, con il dono di un simpatico panettone artigianale degli alpini in scatola di latta, corredato da una pergamena con piastrina personalizzata, simile a quella indossata dai militari. Con grande piacere ho avuto modo di visitare la mostra a cui sono stato invitato a partecipare dal direttore del Museo Storico degli Alpini, il Generale Stefano Basset, in loco ho avuto modo di conoscere Stefano Pavesi, (Alpino graduato dell' 11° Reggimento come il sottoscritto) Capogruppo della Sezione ANA di Olgiate Olona. E' stato molto bello essere accolto da lui e dagli amici alpini del suo gruppo presenti con sincero spirito alpino condividendo anche un bel momento di convivialità durante il piccolo aperitivo che è stato prontamente preparato per l'occasione. Il contenuto e l'atmosfera della mostra hanno suscitato un sentimento di silenzio e pace quale premio ai soldati che hanno combattuto sui monti ed asperità della natura che impongono eccezionali doti di uomo e di soldato nel compimento del proprio dovere. Ad un’altezza oltre la quale si spegne ogni forma di vita e la stessa natura si fa nemica dell’uomo, è difficile, anche alla presenza delle moderne tecnologie e dei sempre più avanzati ritrovati scientifici che possono portare l’uomo su altri pianeti, riuscire a credere e a capire come le truppe alpine impegnate nella Grande Guerra siano riuscite a continuare la propria esistenza in condizioni tanto impervie, quanto estreme, di qui sovviene il canto del nostro "trentatrè":
O, valore alpin,
difendi sempre la frontiera,
e là sui confin
tien sempre alta la bandiera.
Sentinella, all'erta
per il suol nostro italiano,
dove amor sorride
e più benigno irradia il sol.
C.M. Alp. FUSTINONI Giovanni
A.N.A. Lecco (LC) - Gruppo Lecco Centro - Delegato C.D.S.




