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Alpini Motociclisti - Grande mototour sulle strade della Grande Guerra.

Alpini Motociclisti - Grande mototour sulle strade della Grande Guerra.

Associazione Alpini Motociclisti - MotoTour “Sulle strade della Grande Guerra) - 2017

L’emozione di ripercorrere i luoghi della Grande Guerra, nel centenario di quei tragici avvenimenti, ha contagiato anche gli Alpini appassionati di motociclismo che, tramite la loro omonima Associazione, si sono dati appuntamento a Lecco, il 28 settembre, per affrontare un avventuroso viaggio della memoria lungo le magnifiche valli alpine dove è ancora evidente la testimonianza delle sofferenze patite da chi, dall’una e dall’altra parte del fronte, si è visto costretto ad impugnare le armi in nome di ideali non sempre comprensibili. Le fortificazioni visitate dimostrano come, già prima dello scoppio delle ostilità, le nazioni belligeranti si fossero preparate al conflitto. Ne sono testimonianza il Forte Montecchio Nord, prima tappa del viaggio, e dal lato austriaco il Forte Belvedere di Lavarone incontrato l’ultimo giorno, il 3 ottobre. I due capisaldi facevano parte di allestimenti difensivi, il primo appartenente alla “linea Cadorna” che doveva coprire il confine italiano dalla Val D'Aosta fino all’Adda, l’altro incluso tra i numerosi sbarramenti austro-ungarici che andavano dall’Ortles al Monte Peralba, fino all’Isonzo. La carovana dei centauri alpini ha percorso i luoghi simbolo del conflitto mondiale entrando dapprima in Valtellina, per proseguire quindi in Val Camonica per una visita al Museo della Guerra Bianca di Temù dedicato, in particolare, agli eventi bellici accaduti nei settori Ortles-Cevedale ed Adamello-Presanella. In questi luoghi, come altrove, vennero affrontati i disagi della guerra d’alta montagna al costo di numerosissime vittime, molte delle quali dovute alla rigidità del clima ed al frequente distacco di valanghe. Ne sono parziale testimonianza le spoglie degli 850 caduti custodite nel Sacrario del Passo del Tonale alle quali gli alpini motociclisti han voluto rendere onore. Ripartiti il secondo giorno da Fiè dello Sciliar, i 26 partecipanti al tour, a bordo delle 17 motociclette e del furgone di scorta, hanno percorso le Valli Gardena, Pusteria e Badia per raggiungere il Passo Falzarego e quindi il Passo Giau, stupefacente balcone naturale affacciato sugli scenari della guerra dolomitica, dalle Cinque Torri al Sass de Stria, al Lagazuoi, alle Tofane, fino al Monte Cristallo stagliato all’orizzonte, oltre Cortina D’Ampezzo. Tra queste splendide cime si svolsero, tragici ed eroici, innumerevoli avvenimenti, come la morte del Generale Cantore e la guerra sotterranea, ancor oggi leggibile nei resti delle numerose mine la cui inutile esplosione non valse però a mutare il corso della guerra. Dal Passo Tre Croci il viaggio dei centauri è proseguito per Misurina, dove le acque del lago riflettono l’immagine delle Tre Cime, palcoscenico anch’esse di cruenti scontri tra alpini e landesschützen. Lasciando sulla destra il Monte Piana, il “maledetto monte” sul quale si succedettero, sanguinosi ed infruttuosi, gli assalti della fanteria e degli alpini contro le posizioni fortificate tenute dagli austro-ungarici, la Val Popena ha portato i motociclisti in Val Pusteria da dove, verso sera, sono risaliti in Cadore. Il terzo giorno è stato dedicato al fronte isontino, sconfinando in territorio sloveno per un’avvincente visita al museo di Caporetto ed una memoria particolare per i fatti accaduti sui sovrastanti Monte Nero e Monte Rosso. La carovana ha seguito il corso dell’Isonzo per ripercorrere i luoghi delle 12 insanguinate battaglie combattute tra l’inizio della guerra ed il 24 ottobre del 1917, data dell’ultimo scontro che vide la ritirata dell’esercito italiano verso la linea del Piave e del Monte Grappa. La visita al Sacrario di Redipuglia ha dato inizio all’itinerario del quarto giorno, valorizzato dall’onore reso anche ai caduti sepolti nel cimitero militare della Basilica di Aquileia e dal viaggio verso l’Altipiano di Asiago costeggiando la zona del Montello. Per Bassano, il giorno successivo, si è raggiunta la cima del Monte Grappa per una rievocazione delle battaglie d’arresto e resistenza contro l’avanzata austriaca, protrattasi sino al 30 ottobre del 1918, quando giunse da valle la notizia dello sfondamento delle truppe italiane lungo linea del Piave. La Valle dello Stizzon, percorsa allora dagli alpini all’inseguimento degli austriaci in ritirata, ha portato i motociclisti ai forti delle Scale di Primolano da dove sono poi risaliti ad Asiago. Oltre che a consumare uno tra i generosi pranzi che hanno caratterizzato le tappe del tour, la serata è servita a rievocare le battaglie combattute sull’Altipiano, rendendo quindi onore, nella successiva mattinata, alle spoglie dei caduti conservate nel locale Sacrario militare. Le visite al Forte di Lavarone ed al Museo storico di Rovereto hanno degnamente concluso il MotoTour “Sulle strade della Grande Guerra”: circa 1500 chilometri rispettosamente percorsi sulle tracce dei tanti soldati, dell’uno e dell’altro schieramento, che sacrificarono la propria vita, o i loro migliori anni, nella speranza di regalare alla Patria un periodo di pace che invece, purtroppo, si rivelò alquanto precario, e che da lì a poco sarebbe sfociato in un’altra guerra altrettanto cruenta. 

Gli Alpini Motociclisti e i loro Cappelli Alpini, ad ogni Sacrario, hanno effettuato il doveroso alzabandiera e Onori ai caduti, accompagnandolo con l'Inno d'Italia e La Leggenda del Piave.

Questo itinerario può essere effettuato quasi tutto l'anno (salvo le chiusure dei passi per neve). A disposizione su richiesta una libretta con la descrizione dettagliata del percorso e  le sue tappe alberghiere e ristoranti.

Franco Licini - Resp. Culturale e Storico dell'Ass. Alpini Motociclisti.

www.alpinimotociclisti.it – info@alpinimotociclisti.it

In allegato il  PDF della libretta completa con il tracciato, tappe e alloggi.

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