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25 aprile - 72° anniversario della Liberazione Nazionale a Malgrate, una cerimonia che quest’anno ha assunto un significato ancora più speciale.....

25 aprile - 72° anniversario della Liberazione Nazionale a Malgrate, una cerimonia che quest’anno ha assunto un significato ancora più speciale.....
….è con queste parole che nella mattinata di oggi il sindaco di Malgrate Flavio Polano ha concluso la cerimonia di commemorazione del 72° anniversario della Liberazione Nazionale, ospitata sul piazzale della chiesa a partire dalle 11.30: una cerimonia che quest’anno ha assunto un significato ancora più speciale, dato che è stata anche l’occasione per il Gruppo Alpini di consegnare ufficialmente nelle mani del primo cittadino una targa commemorativa in onore di Baldassarre Beretta, soldato nativo del paese di cui pochi mesi fa è stato ritrovato il piastrino militare in Russia, in un’area situata a circa 800 km da Nikolaevka, dove il 26 gennaio 1943 si svolse la celebre battaglia che vide contrapposte l’Armata Rossa e le forze italo-tedesche-ungheresi. Risalirebbe proprio a quell’anno la morte del giovane, che comunque sarebbe sopravvissuto allo scontro per poi essere imprigionato insieme ad altri 8000 uomini (di cui almeno 4300 italiani, mai più rincasati) nel campo di Miciurninsk, a 370 km da Mosca.
“Il ritrovamento della targhetta del nostro compaesano è merito di Antonio Respighi, un noto alpino di Abbiategrasso che negli ultimi otto anni si è reso protagonista, insieme alla moglie e ad alcuni amici, di una serie di “spedizioni” in Russia, da dove ha già riportato in Italia centinaia di reliquie di soldati italiani, consegnate personalmente ai parenti o alle autorità civili” ha spiegato Emilio Giovari, a capo delle “penne nere”.
“Baldassarre risulta essere nato il 14 giugno 1920 a Malgrate: pare che la sua famiglia, qualche anno dopo, si sia trasferita a Morbegno, dove il giovane è stato chiamato alle armi, per poi emigrare definitivamente in Francia. Le cronache del tempo – e in modo particolare un commovente brano del 22 dicembre 1940 – raccontano di una processione solenne organizzata dalla nostra Parrocchia prima del Natale, a cui avrebbero preso parte anche numerosi bambini, incaricati di portare all’altare, racchiusi in un cuore di argento, tutti i nomi dei loro parenti impegnati in guerra, per l’intercessione della Madonna: è molto probabile che tra questi vi fosse anche quello di Baldassarre, che purtroppo, come molti altri suoi coetanei, non ha mai potuto fare ritorno a casa. La scoperta del suo piastrino è stata comunicata inizialmente al gruppo di Lecco, che poi ha preso contatti con noi: purtroppo non risultano, né qui né a Morbegno, parenti in vita del nostro compaesano, pertanto è stato deciso di consegnare la sua targhetta – che risulta a tutti gli effetti un bene di proprietà dello Stato – al nostro sindaco, e di conseguenza a tutto il nostro paese”.
Nel mese di settembre, poi, la reliquia sarà depositata presso il Museo “Casa della Memoria” a Pian delle Betulle, uno dei luoghi “simbolo” del gruppo degli Alpini.
“Questa targa contribuirà a ricordarci l’importanza di riconoscere il passato, di non dimenticare mai tutti quei valori su cui è stata costruita la nostra Nazione e che ora – grazie al sacrificio di uomini come Baldassarre – ci consentono di vivere in pace” ha dichiarato il sindaco Flavio Polano. “Viviamo in una realtà frammentata e ambivalente, che costruisce ponti, ma anche muri, che si sforza continuamente di raggiungere un’integrazione pur senza annullare le differenze tra popoli e culture. Quali speranze possiamo nutrire per il futuro? L’unica strada possibile è quella che ci porta a costruire la nostra società nell’unità e nell’armonia delle diversità, che riesce a zittire la paura che annienta le coscienze: il nostro obiettivo, quindi, deve essere quello di ridare all’uomo una forte centralità, di aprirci al futuro attraverso una solidarietà fattiva e una vera coesione sociale, nonché un uso intelligente delle risorse umane e naturali. Tutto ciò sarà reso possibile soltanto da un atteggiamento di ascolto, condivisione e dialogo, che trova la sua forza nel rispetto delle regole e nella lotta contro un populismo ormai dilagante, che non porta alcun risultato positivo. Ciascuno di noi, quindi, è chiamato a testimoniare con coraggio le proprie idee, a “metterci la faccia”, con la coerenza delle proprie azioni e la giusta convinzione nei propri ideali”.
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