Articoli Penna Nera

Tarcisio ci ha preceduto

Caro Renato ecco il mio ricordo - Ciao

Mestizia per perdita di un proprio caro, in particolare dei parenti, non è solo limitata ad essi. Il sentimento di vivo dolore per la morte di un grande amico, un grande e caro amico come è stato Tarcisio Colombo (classe 1943), vale tantissimo anche per il sottoscritto. Il lutto è quel momento di tristezza successivo ad una perdita ed è bene appoggiarsi sugli amici, forse gli unici che comprendono le ragioni della tua tristezza. Uniti abbiamo passato anni ed anni a con i vari direttori redazionali e con il tecnico Andrea per coniugare articoli, foto e spazio affinché il nostro periodico risultasse scevro da dimenticanze ed errori. Con la sua sposa Gabriella e la mia consorte abbiamo partecipato a decine di congressi di stampa alpina in tutta Italia, portando a casa un bagaglio di idee, di consigli, di argomenti nuovi.
«Ora Tarcisio, ti dovrei : non hai rispettato l’anzianità del tuo amico Nino.
Mi hai preceduto lasciando nell’incolmabile dolore, la tua sposa, i figli e le amate gemelline delle quali eri molto orgoglioso.

Vedi Tarcisio, hai raggiunto Luigi, Giordano, Enzo, Gianni e tanti antri che insieme più volte ricordavamo ed adesso, in egual modo, stringendoci al dolore dei tuoi cari,
ricorderemo te per sempre. Ciao Tarcy!»
Nino Venditti


Mi sento un vuoto dentro, e come se andandosene l’amico Tarcisio abbiamo portato con sé una parte di me. Cerco di capire il perché di questo vuoto che provo, cerco di riempirlo. Sono i ricordi che riaffiorano che mi dicono di quanto era forte il legame con lui. I primi, la frazione Campione sotto il San Genesio ove erano vissuti i suoi avi, e scendendo lungo il sentiero ammiravano solo i ruderi rimasti della frazione coperti di sterpi, si parlava della vita grama che facevano per avere di che vivere. Del nonno che ad ogni raduno alpino perdeva il cappello. Il pensiero poi corre alla serata di ritorno dal raduno alpini di Milano, lo vedevo preoccupato perché alla sera doveva conoscere i futuri suoceri, con i Galli non si scherza, e si sa come si ritorna da una adunata. Mi volle suo testimone di nozze. La condivisione dei momenti belli della vita di giovami coppie, le gioie, molte, i problemi sempre superati con realismo, le corse a Brescia per Andrea, i problemi di lavoro del fratello Luigi . Il lavoro all’IBM e la decisione di lasciare il lavoro. Il periodo di consulenza ad una azienda di cui più che consulente eri chi portava realismo e stabilità. Ma il nostro perno principale era la famiglia, sia quella vecchia che la nuova famiglia. Quando parlava dei suoi figli, nipoti e pronipoti gli si illuminavano gli occhi. Nel bisogno Tarcisio c’era sempre. Ogni volta che mi trovavo con lui apprezzavo la sua bontà, la pacatezza, il realismo concreto. Ciò che trovo strano ripercorrendo la nostra amicizia è di non aver mai avuto un contrasto con lui, non l’ho mai sentito parlar male di una persona, anche se con gli alpini brontoloni del gruppo ne avrebbe avuto motivo. Ci siamo iscritti al gruppo alpini di Olgiate Calco subito dopo la naia, il suo impegno nel “Penna Nera” lo lascio alla penna del Nino. Quante serate passate in Sezione con l’unico intento di aiutare, sempre e comunque. Ha avuto la fortuna di avere accanto la Gabriella, quanto è importante la compagna della vita :Pensavi solo a controllare il tuo ematocrito ma un male subdolo ti ha aggredito, hai avuto fiducia e speranza fino all’ultimo, ora ti godrai da lassù le adunate con l’amica Giovanna che ti ha preceduto. Grazie per essermi amico.
Renato Sala


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